Conosci davvero i bisogni dei tuoi clienti? Intuisci il motivo delle loro azioni? Come ragionano verso nuove opportunità che si scontrano con le loro abitudini di acquisto consolidate?

Se la risposta è tra il “no”, il “boh” e il “forse” allora continua a leggere, potresti scoprire che ciò che davi per scontato in realtà non lo è affatto.

Perché questo blog è densamente popolato da post sul neuromarketing? E perché il mio trolley è sempre pronto per girare l’Italia a suon di conferenze sulla psicologia applicata al web? E perché, invece di sfondarmi di serie tv e di dormire qualche ora in più, ho investito un sacco di ore nello scrivere un libro sulle scienze cognitive per vendere di più sul web?

La nostra società ha davvero bisogno di nuovi tipi di business framework? No, si potrebbe dire di no: digitando queste due parole su Google, infatti, in 0,73 secondi si ottengono ‘circa 339.000.000’ risultati diversi. Ce ne dovrebbero essere abbastanza per tutti i gusti, no? Nell’estate del 2013 la pensava così anche l’istrionico Digital Marketing Evangelist di Google Avinash Kaushik – per la precisione, all’epoca i risultati restituiti dal motore di ricerca erano circa 269.000.000.

Sai perché gli e-commerce stanno avendo tutto questo enorme successo? I motivi sono tanti, è vero. Nei negozi in rete si trova praticamente qualsiasi cosa, nella maggior parte dei casi è possibile portare a casa un vero e proprio affare, la gamma di scelta è infinita, i prodotti e i prezzi si possono confrontare in tutta comodità… e sì, ammettiamolo senza vergognarci della nostra innata pigrizia: fare acquisti online è dannatamente comodo, e soprattutto veloce.

Vuoi che le vendite del tuo e-commerce schizzino verso l’alto? Ti serve uno store online sviluppato a regola d’arte, ti servono dei buoni prodotti, ti serve traffico… e ti servono una marea di backlink al tuo sito. Certo, tu potresti ribattere «Andrea, io vendo cavolfiori biologici online, il mio prodotto è buonissimo e bellissimo, cosa diavolo me ne faccio dei link»?